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Descritta spesso con termini astratti e devianti, la femminilità si può qualificare come un insieme di caratteristiche psichiche, fisiche e comportamentali, tipiche della donna.
Troppo spesso, invece, è stata definita all’interno di stereotipi legati alla seduzione e a un modello estetico, dimenticando l’essere completo.
La femminilità rappresenta “ l’energia della Vita”.
La donna, fin dalla preistoria, ha assunto un ruolo importante.
Si occupava dei cuccioli e trasformava quanto cacciato dagli uomini in cibo e pelli.
Nella civiltà Arcaica “Il Matriarcato” ha sempre avuto un ruolo fondamentale; figura associata alla Madre Terra, potente e magica forza.

In quest’epoca sono nati i primi gruppi di sciamane: “Donne” che sfruttavano il periodo mestruale come un momento “propiziatorio” magico di grande potere (purtroppo in seguito visto come un momento infetto).
Durante il periodo Classico, le donne degli imperatori erano libere e potenti e aiutavano “in segreto” i loro mariti nella vita politica.
Nel medioevo la figura cambia e viene divisa fra bene e male “angelica o strega”, e si allontana così dal suo valore piegandosi al volere dell’uomo.
E’ il periodo delle streghe al rogo.
Solo nell’ottocento, la donna, ritorna alla ribalta, lotterà fino alla seconda metà del 900 per conquistare un riconoscimento nella società.

Nonostante le difficoltà, oggi, in molti paesi del mondo, le donne continuano a lottare per essere riconosciute come “essere libero” e non proprietà di un marito o di un padre.
Tuttavia la strada è ancora lunga per riuscire a riaffermare la propria femminilità, ed il proprio ruolo sociale.
Ai giorni nostri vediamo ancora donne che faticano a essere riconosciute per il loro valore e non solo per il “bel corpo”.
Si vedono discriminazioni e troppo spesso violenze che creano traumi, spesso indelebili.
Donne sovente “mascolinizzate”, da una società che le tratta come oggetti di piacere, o da una cattiva conoscenza del potere che può rappresentare una femminilità profonda e vera.
Mi piace pensare che in ogni donna vive una Dea; e ripercorrendo la storia della mitologia Greca la mia attenzione va ad “Afrodite”, dea dell’Amore e della bellezza.

Nella mitologia Greca rappresenta l’innamoramento e la creazione di nuova vita.
Ispiratrice di poesia e parole, raffigura il potere di trasformazione e creazione dell’Amore.
Dea misteriosa perfettamente rappresentativa del processo di trasformazione, che solo lei possiede.
Dea che nasce dalle acque, elemento femminile per eccellenza”. Afrodite in tutti i suoi rapporti trova sempre un “sentimento” reciproco e non è vittima di una passione non ricambiata.
Dà valore all’esperienza emotiva con gli altri.

I rapporti per lei sono importanti e li influenza positivamente, non solo verso la sfera romantica e sessuale, ma anche Amore platonico, unione di anima, contatto e amicizia profonda; tutte espressioni d’Amore.
Afrodite genera il desiderio della scoperta, della creatività e fa conoscere qualcosa di nuovo, psichico, emotivo o spirituale.
E’ la “musa” ispiratrice, donna speciale che vede le potenzialità del proprio uomo, crede nei suoi sogni e lo aiuta a realizzarli.
Crede anche nei suoi sogni e lavora con passione.
Si racconta sia stata bellissima, ma probabilmente la sua bellezza era generata da un fascino e da un magnetismo profondi; fascino e magnetismo che ogni donna dovrebbe riscoprire in se stessa, facendo emergere (e utilizzandoli come punti di forza) quegli aspetti tipici della femmina.

 

CREATIVITA’ – INTUIZIONE – ISTINTO – RICETTIVITA’ – LIBERTA’ EMOTIVA – ALTRUISMO – ACCOGLIENZA – COMPRENSIONE – SENSIBILITA’– EMPATIA – DELICATEZZA – FUSIONALITA’ – TENEREZZA – AMORE

Aspetti troppo spesso dimenticati in un angolo buio!
Sono convinta ci sia sempre tempo per ripartire, attraverso letture, analisi o corsi, così da far emergere quel meraviglioso e unico mondo che vive dentro ogni una di noi.

Michela Nestori