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Il pensiero positivo funziona ?

17 Ago 2015 | Cervello, Comportamenti

Le immagini non devono essere il frutto di un’illusione o di desideri prodotti da altri.
Oggi si sta assistendo ad uno sviluppo esponenziale della divulgazione di concetti che stanno alla base del miglioramento, come ad esempio il pensiero positivo, sia attraverso le pubblicazioni, sia attraverso le produzioni cinematografiche.
Anche se questo è di per sè utile perché avvicina molte persone al concetto dell’automiglioramento purtroppo, per altri motivi, ne viene data un’immagine troppo superficiale, sicuramente affascinante,  ma di nessun aiuto pratico.
Il pensiero positivo, l’ottimismo e tutte le acquisizioni che ci portano a vedere il mondo meglio di com’è realmente, non servono a nulla. Non producono cambiamenti. Sono illusioni o metodi di vita che non aderiscono nè alla storia di ciascuno di noi, nè alle personalità: dobbiamo rispettare l’autonomia e l’autenticità di ogni individuo.

Dobbiamo mantenere ben salde le radici della nostra identità cercando nel contempo di migliorarci, ma senza aderire a sistemi di vita o atteggiamenti che non appartengono al nostro modo di essere!
Questo non vuol dire che non si deve aspirare al meglio, anzi ognuno ha il diritto e il dovere di migliorarsi, ma lo deve fare in modo autonomo, accettandola propria esistenza e le caratteristiche che faticosamente ha costruito nel corso degli anni.
Il cambiamento può così essere basato sulla propria mente, sulla propria volontà e autodeterminazione.

Non basta “pensare positivo” per ottenere risultati concreti. Il problema maggiore è quello di produrre immagini che siano veramente significative e che possano comunicare con il cervello in modo da controllare e svilluppare gli stati d’animo: dobbiamo essere certi che questa forza si realizzi nell’azione, che produca cioè reazioni chimiche, reali e concrete.
Se non c’è reazione fisica, se l’immagine non viene percepita, non esiste cambiamento.
La mente può cercare di orientare in modo diverso le proprie immagini se riesce a modificare o contrastare certe memorie apprendendo nuovi modi di percepirsi e di visualizzazione. Nelle più recenti esperienze di neurobiologia si è appreso come il cervello costruisce le memorie e come, attraverso nuovi apprendimenti, si modifica nel tempo.

Prof. Leonardo Milani

Ma come funziona ?
E come funzionano le cellule cerebrali, i neuroni ?
Queste e altre interessanti risposte nei prossimi articoli.