CONTATTACI +39 0532 718 570 info@psicologiadelbenessere.it

Fino a poco tempo prima aveva bisogno del nostro aiuto per qualsiasi cosa, adesso non ne vuol sapere: vuole vestirsi, mangiare, lavarsi senza l’intervento dei genitori. Ma tempo e pazienza non sempre sono dalla nostra parte. Allora, come e quando intervenire? Ecco i consigli dell’esperto
Fra i 12-15 mesi e i due-tre anni il bambino ha una gran voglia di diventare “autonomo” e fare tante cose da solo, come gli adulti. Insiste: vuole vestirsi, mangiare, lavarsi i dentini, rifiutando l’aiuto della mamma..
Fa tenerezza e suscita anche ammirazione per l‘impegno che ci mette.
Ma i risultati pratici non sempre sono i migliori e, soprattutto, anche quando è bravo, impiega un sacco di tempo! E noi spesso diventiamo impazienti, anche perché l’orologio, impietoso, è lì a dirci che siamo in ritardo sulla tabella di marcia delle cose da fare. Le situazioni classiche? Lui si mette i vestiti a rovescio, infila la testa nelle maniche del pullover, si abbottona a modo suo. E se noi insistiamo ad aiutarlo, si arrabbia e si mette a strillare come un matto.
Che fare? Meglio allontanarsi e aspetta re che finisca da solo. A quel punto possiamo intervenire e dargli una mano.
Niente paura, è un comportamento del tutto “normale”, dovuto al fatto che a questa età il piccolo scopre di essere diverso dalla mamma e desidera affermare la propria volontà. Per questo vuole dimostrare di comportarsi come i suoi genitori e fare da solo”, spiega Leonardo Milani, docente di Psicologia del Benessere a Ferrara.
Inoltre, ormai il bimbo ha raggiunto una sufficiente “maturità” fisica che rafforza la fiducia in se stesso: adesso riesce a spostarsi, camminare, afferrare gli oggetti… tutto da solo”. Sta diventando sempre più indipendente e spesso le mamme sono un po’ confuse su come comportarsi. Ma non esageriamo: gli esperti affermano che quando il bambino inizia a muoversi con una certa sicurezza e a diventare indipendente, il ruolo di sostegno e incoraggiamento dei genitori diventa decisivo.
Vediamo come e perché, esaminando le sei situazioni più tipiche in cui il piccolo vuole a tutti i costi sbrigarsela (e dimostrare a mamma e papà) da solo.

I bottoni che complicazione!!!

Intorno ai 18 mesi, il bimbo inizia a sviluppare la “motilità fine” (quella delle dita), ma la coordinazione della simmetria dei movimenti è ancora incerta.
Per esempio, riesce ad afferrare i bottoni, ma non a infilarli correttamente nelle asole. Oppure è capace di far combaciar i pezzi di un gioco a incastro, purché siano sufficientemente grandi.
Tra i due anni e i due e mezzo, poi, il piccolo perfeziona l’uso delle mani: a questa età è capace di piegare una carta, girare una per volta le pagine di un libro, togliere l’involucro di una caramella, sbottonarsi con facilità. In questo periodo, però, la sua capacità di concentrazione è abbastanza ridotta. È invece molto frequente il bisogno di muoversi, preferibilmente facendo rumore per catturare l’attenzione: dopo il secondo compleanno, per esempio, scoprirà che “correre” nudo per casa, con la mamma che cerca di “acciuffarlo”, è molto più divertente che vestirsi …

Aiutiamolo così
Proviamo a scherzare con il piccolo: mettiamogli i calzini al posto dei guanti, il berrettino sui piedini. Lui cercherà di dimostrarci che sa come indossare i vestiti. Verso i due anni possiamo già insegnargli a mettere i vestitini sporchi nel cestino del bucato. E abituarlo a scegliere l’abbigliamento che preferisce. Come? Per esempio, proviamo a disporre sul suo lettino alcuni vestitini e lasciamolo libero di mettere quelli che preferisce. Non facciamogli fretta: non si sentirà sotto pressione e poi, verso i due anni e mezzo o tre, sarà in grado di presentarsi vestito di tutto punto. Forse, non riuscirà ancora ad abbottonarsi bene e a usare lo zip, ma si preparerà anche a queste abilità.

Il cucchiaio ? Lo usa bene a 2 anni
Tra i 10 e i 12 mesi il bimbo è capace di afferrare gli oggetti, avvolgerli con le dita oppure usare la presa “a pinza” (con indice e pollice). Proviamo a dargli il cucchiaio per mangiare. Ne sarà entusiasta perché, oltre ad afferrarlo e stringerlo, si può battere rumorosamente contro padelle, coperchi, porte. Ma non aspettiamoci che sappia usarlo correttamente per mangiare.

Solo verso i 2 anni, la coordinazione occhio-mano si sviluppa in modo da consentirgli di mangiare da solo. A volte si è tentati di mostrargli rapidamente come si usano le posate. Ma è meglio frenare l’istinto, per non minare la fiducia che il bimbo ha in se stesso.

Aiutiamolo così
«Consideriamo i pasti un momento di divertimento per il piccolo» spiega Leonardo Milani. Prepariamo “gli attrezzi” per mangiare: compriamo le posate adatte a lui (quelle di plastica vanno benissimo), incoraggiamolo ad imitarci, a ripetere i nostri gesti.
Non dimentichiamo di dirgli bravo ogni volta che mette il cucchiaio in bocca. E mettiamo in conto che il bimbo si sporcherà: questo ci eviterà di stressarci per i suoi pasticcetti.

Per cominciare spazzolino colorato
Intorno ai due anni il bambino dovrebbe già avere tutti i dentini da latte, 10 sopra, 10 sotto. Generalmente, però, non riesce ancora a spremere il tubo del dentifricio (si limita a schiacciarlo) o a spazzolarsi i dentini.
Sono due le ragioni. La prima: non trova le cose (in questo caso i suoi dentini) senza vederle. La seconda: ama muoversi in libertà, non è in grado di rimanere a lungo in piedi, fermo in equilibrio, preferisce correre.

Tuttavia, attorno ai due anni entra quasi a pieno titolo nella fase “imitazione”. Comincia a compiere gran parte delle attività caratteristiche di un adulto: risponde alle nostre domande, sale e scende le scale da solo, parla brevemente al telefono.

Aiutiamolo così
Regaliamogli uno spazzolino allegro, con il personaggio del suo fumetto preferito e un dentifricio colorato.
Poi laviamoci i denti insieme a lui: mostriamogli i movimenti, verso l’alto e verso il basso. Lo specchio ci aiuterà: il bambino potrà osservare come si fa a risciacquarsi.  Non dimentichiamoci di incoraggiarlo, di dirgli che i suoi dentini sono davvero bianchissimi e pulitissimi.

Il momento del vasino
Tra i 18 e i 24 mesi il piccolo acquisisce due nuove abilità. Controlla l’impulso a spingere e comincia ad avvertire il bisogno di sentirsi pulito. Se lo osserviamo attentamente, inoltre, ci rendiamo conto che presto imparerà a dare un segnale particolare ogni volta che deve fare i suoi bisognini: una smorfietta, uno stringersi nelle spalle. . . Anche quando comincia a chiedere il vasino e a non “sporcarsi” più, ci potranno essere dei periodi critici in cui assolutamente non ne vuole sapere del vasino. Non è il caso di preoccuparsene o di farsene un cruccio: si tratta di una cosa normalissima, legata a momenti di transitoria regressione.

Aiutiamolo così
Mettiamo il vasino in un angolo tranquillo della casa, nella stanza dove lui ama stare. Non forziamolo. Il tempo necessario per imparare a contenersi varia enormemente da bambino a bambino: ad alcuni può bastare una settimana, altri (e sono la maggioranza) hanno bisogno di alcuni mesi. A due anni e mezzo si possono ancora verificare “incidenti” occasionali, più frequenti quando il bambino è più stanco e stressato.
Gratifichiamolo quando usa il vasino in modo corretto, ma facciamogli anche notare quando sbaglia. Naturalmente in modo delicato.

Il trucco per soffiarsi il naso
È raffreddato, ma non riesce a soffiarsi il nasino. Perché?
Fino a tre anni circa, il bambino non riesce a capire come si fa ad emettere aria dal naso, tenendo chiusa la bocca. Ecco come facilitargli il compito.

Aiutiamolo così
Diamogli un fazzolettino particolarmente carino e colorato.Procediamo poi a piccoli passi. Qual è il primo per imparare come si soffia il naso?Riuscire a spingere fuori l’aria. Proviamo questo gioco con lui: invitiamolo a spegnere una candelina o a far volare un pezzettino di carta con l’aria del nasino. Proviamo poi a complicare le cose. Diciamogli di chiudere prima una narice, poi l’altra e ripetiamo lo stesso giochino. Con un po’ di pratica i risultati non mancheranno e intorno ai tre anni, massimo tre anni e mezzo il nostro piccolino potra soffiarsi perfettamente il naso da solo.

COSA RIESCE A FARE ?

  • A 10-12 mesi si diverte a tenere in mano il cucchiaio o a lasciarlo andare, ma   non sa ancora mangiare da solo.A 24 mesi riesce a sbottonarsi.
  • Verso i 18-20 mesi si sveste da sé, ma non riesce a vestirsi da solo.
  • A 19 mesi sale su uno sgabello non troppo alto.
  • Intorno ai 2 anni si spazzola i denti, ma non riesce ancora a sciacquarli bene. Tende a inghiottire il dentifricio.
  • A 2 anni è pronto per la prima volta 1 a usare il vasino.
  • Quando ha 3 anni è in grado l di soffiarsi il naso da solo.

di Maria Angela Masino