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C’è chi sceglie lo yoga, chi i massaggi orientali, chi la meditazione. Per vivere meglio. E ricaricarsi. Ma è davvero così ?
No dicono alcuni esperti. Perché queste tecniche «consumate» troppo in fretta possono provocare nuovo stress.

Cullarsi su morbidi palloni, riscoprire il respiro naturale,abbandonarsi a massaggi con aromi essenziali.E ancora: prendere coscienza di sé con lo yoga, ritrovare l’equilibrio corpo-mente con la meditazione, il tai chi chuan, il rebirthing o la bioenergetica. Poco importa la tecnica, l’essenziale è riuscire a staccare la spina, ricaricarsi, combattere lo stress quotidiano. In una parola, rilassarsi. Per vivere meglio,innanzitutto. Ma anche per sentirsi al passo con itempi, perché frequentare un corso antistress è diventato un imperativo sociale, uno status symbol. Non a caso nei curriculum dei manager frequentare corsi di meditazione è diventato un atout.
Lo hanno capito anche i gestori dei beauty center, delle palestre up to date, che a fianco delle lezioni dispinning o di high impact propongono sempre più spesso sedute di psycogym o tecniche antistress.
L’obiettivo: rilassarsi. Ma è davvero così ? C’è chi dice di no: secondo un’indagine di alcuni esperti tedeschi, pubblicata sul settimanale Der Spiegel, questi corsi di meditazione collettiva, che promettono una perfetta armonia tra corpo e spirito, sortiscono spesso l’effetto opposto. Anziché eliminare le tensioni, insomma, ne provocano di nuove. Il motivo? «Semplice: le persone cercano di ritagliare del tempo per sé ma, paradossalmente, non trovano abbastanza tempo per farlo», spiega Lutz Hertel, presidente della Federazione tedesca dei centri di benessere. «Il problema è che ci si avvicina a questi corsi di rilassamento con un approccio completamente sbagliato». Perché la lezione di yoga, qigong, shiatsu è incastrata tra una riunione di lavoro e l’altra,tra la lezione di nuoto dei figli e la spesa, tra il meeting di colleghi e la serata con gli amici. Risultato: si arriva alla seduta trafelati, con la testa affollata di pensieri, scadenze importanti, commissioni da fare. E rilassarsi diventa un’impresa. Non solo: l’incapacità a lasciarsi andare, a mettere in praticai buoni propositi del corso antistress crea nuove ansie, sensi di colpa, frustrazioni.

Aspettative elevate?
«Le aspettative sono troppo elevate: in poche ore di training si pretende di correggere un intero stile di vita», continua Hertel. Inutile negarlo: in una società sempre più accelerata, dove le persone sono diventate lavoro-dipendenti e tutto ruota intorno alla logica delle prestazioni è difficile rallentare, sgomberare la mente. «Riuscire davvero a rilassarsi, a immergersi nelle filosofie orientali che sono alla base di questi corsi di meditazione richiede molto tempo: è un lusso che pochi si possono permettere», spiega Domenico Secondulfo, docente di sociologia e autore del libro Trasformazioni sociali e nuove culture del benessere (FrancoAngeli).
«Non solo: prendere davvero sul serio queste tecniche significa cambiare radicalmente mentalità, abbandonare le categorie di pensiero occidentali: la competizione, innanzitutto, e la concezione di un tempo sostanzialmente produttivo. Una rivoluzione culturale che può coinvolgere solo una ristretta élite». Per tutti gli altri i corsi di rilassamentosono un’abitudine presa in prestito dall’Oriente, una moda superficiale, trapiantata a forza nel nostro stile di vita. «Diventano un modo per staccarsi dalla routine, per provare qualcosa di nuovo e, perché no, apparire interessanti agli occhi degli altri senza stravolgere le proprie abitudini», continua il sociologo. «Il corso orientale di rilassamento viene così “addomesticato”, piegato alle esigenze della nostra società. Più che un momento in cui trovare davvero l’armonia tra mente e corpo, diventa un utile mezzo per ricaricarsi, per riprendere le forze in vista delle battaglie che dobbiamo affrontare: sul lavoro, in famiglia, tra gli amici».
Le tecniche antistress non sono quindi attività fine a se stesse, che aiutano a «ritrovarsi», ma corsi con un preciso scopo, un risvolto pratico. E se c’è chi le valuta positivamente proprio per questo, c’è chi sostiene che questo approccio le snaturi. «Invece di considerarlela prima tappa di un lungo cammino interiore, vengono trattate come terapie usa e getta, che promettono subito dei risultati», dice Gianni Lodi, autore de Il tempo dello yoga. Passato e futuro di una filosofia del corpo (Franco Angeli). «Da noi tutto è consumato in modo superficiale, troppo veloce. Un mordi e fuggi che invece di rilassare può accrescere le tensioni e creare nuove angosce». Perché la calma,il silenzio, l’ascolto di sé sono estranee alla nostra cultura. E il rilassamento può far emergere nuovepaure.
«Con questi corsi il più delle volte si viene a contatto con l’Io più superficiale e i problemi rimangono insoluti», spiega Luigi Mastronardi, psicoterapeuta e autore del libro Io guarirò.’ Autoterapie psicologiche (Tecniche Nuove).
«A volte queste terapie possono essere addirittura pericolose, perché sbloccano i meccanismi di difesa e fanno affiorare ferite profonde. Il paziente, lasciato solo con le sue nuove angosce, non ha un terapeuta che lo aiuti a elaborarle». E può cadere addirittura in depressione.

A ognuno il suo corso.
Ma attenzione agli eccessivi allarmismi: per alcuni i corsi di rilassamento funzionano davvero. Lo dicono le cifre: sempre più spesso sono usati come strumenti efficaci di prevenzione e cura di malattie molto gravi, come il tumore e l’Aids. «Aiutano a guardarsi dentro», dice Gianni Lodi. «Anche se fatti in modo superficiale, sono l’inizio di un percorso interiore. Un tempo questo cammino si faceva soprattutto con l’aiuto della parola, con la psicanalisi. Oggi all’equilibrio interiore si può arrivare attraverso il corpo, con un rilassamento fisico e mentale». Ci sono però modi diversi di scaricare le tensioni. «Non esistono ricette valide per tutti: a qualcuno può servire lo yoga, ma per altri è assolutamente controindicato», spiega Leonardo Milani, direttore dell’Istituto di psicologia del benessere di Ferrara. «Spesso le persone sottoposte a forti stress devono riuscire a scaricarsi prima di iniziare un rilassamento profondo. Altrimenti la tecnica antistress diventa solo un sedativo, un calmante che tampona momentaneamente la situazione, senza rimuovere la carica aggressiva. Per questo bisogna scegliere un corso su misura e rivolgersi a professionisti competenti». L’alternativa ? Seguire il consiglio di Yoon-Nam Seo, un esperto coreano di tecniche di rilassamento: «Una bella passeggiata. Non costa nulla, si può fare ovunque e rilassa davvero.

YOGA & C.: I PRO E I CONTRO
L’offerta dei corsi di rilassamento? Vastissima: ecco allora una piccola guida per orientarsi, compilata con l’aiuto di Leonardo Milani, psicologo del benessere.

Hatayoga
Questa disciplina indiana può essere fatta a diversi livelli: come esercizio fisico che potenzia la concentrazione, come antidoto allo stress ma anche come viaggio di conoscenza profonda. In questo tipo di yoga, il più diffuso, l’equilibrio spirituale viene costruito inizialmente a livello fisico.
Adatto a: chi vuole modificare il proprio stile di vita.
Sconsigliato a: chi non è disposto a iniziare un percorso di riflessione e soprattutto ascolto interiore.

Meditazioni dinamiche di Osho
Le tensioni vengono scaricate con movimenti molto intensi, danze coinvolgenti, urla liberatorie.
Adatte a: i più giovani, perché richiede agilità e un ottimo tono muscolare.
Sconsigliate a: chi è scettico nei confronti delle meditazioni di gruppo e fa fatica a lasciarsi andare fisicamente.

Musicoterapia
Il rilassamento avviene attraverso l’azione delle vibrazioni sonore.
Adatta a: tutti. Non richiede abilità particolari.
Sconsigliata a: chi ha aspettative elevate e cerca una tecnica di rilassamento con effetti duraturi.

Psicologia del benessere
E’ una tecnica che deriva dal training autogeno: aiuta a rilassare il corpo partendo dalla mente. Con l’aiuto della visualizzazione creativa insegna ad avere atteggiamenti mentali costruttivi nei confronti della realtà.
Adatta a: chi ama un approccio più cognitivo che spirituale e desidera sviluppare la tecnica in modo autonomo (bastano 15 sedute).
Sconsigliata a: chi è troppo stressato e ha bisogno di un rilassamento più fisico che mentale.

Rebirthing
E’ un metodo di rilassamento che si basa sulla riscoperta della propria respirazione naturale. Il respiro aiuta infatti a ritrovare l’energia interiore che è alla base della nostra vita.
Adatto a: chi si trova a vivere situazioni di forte stress emotivo e vuole rilassarsi ma anche scaricare le tensioni.
Sconsigliato a: chi ha poco tempo (il corso prevede almeno 10-12 sedute di due ore l’una).

Rolfing
E’ un massaggio profondo che mira a sciogliere tensioni localizzate. Come altre forme di massaggio (da quello shiatsu a quello ayurvedico) è un rilassamento passivo: è il terapeuta a mettere in contatto il corpo del paziente con la sua mente.
Adatto a: chi ha un buon rapporto con il proprio corpo, non cerca un percorso troppo impegnativo.
Sconsigliato a: chi prova disagio a essere manipolato.

Tai chi chuan e haikido
Sono antiche arti marziali legate alla visualizzazione e alla serenità interiore.
Adatto a: chi vuole iniziare un percorso che duri diversi anni e desidera modificare seriamente il proprio approccio mentale.
Sconsigliato a: chi cerca una tecnica a uso immediato.

Il vissuto corporeo
Il rilassamento è il risultato dello scarico di tensione che avviene con giochi fatti in palestra con l’aiuto di attrezzi.
Adatto a: chi non sopporta l’idea di un corso di rilassamento e ha un livello di tensione alto. Qui il relax si ottiene infatti con attività dinamiche che mettono in contatto corpo, emozioni e mente.
Sconsigliato a: chi al movimento preferisce il raccoglimento interiore.

Zen stretching
Gli americani lo chiamano anche Meridian flexibility system. Combina lo stretching con posizioni yoga che progressivamente aumentano forza e flessibilità. Migliora anche la concentrazione psicologica.
Adatto a: chi non vuole allontanarsi troppo dalla mentalità occidentale e cerca un rilassamento poco impegnativo sul piano mentale.
Sconsigliato a: chi cerca un percorso più spirituale.

di Marina Speich