Vi è mai capitato di varcare la soglia dell’ufficio e sentire il bisogno istintivo di raddrizzare la postura, filtrare il linguaggio o nascondere un tratto della vostra personalità per “adeguarvi”?

È un’esperienza comune, ma per le neuroscienze ha un costo metabolico altissimo. Questo sforzo si chiama covering e consuma glucosio prezioso, sottraendo energia alla corteccia prefrontale. In pratica: mentre cerchi di sembrare “giusto” per l’ambiente, il tuo cervello ha meno risorse per creare, decidere e innovare.

La biologia dell’esclusione e il dolore sociale
Le tecniche di neuroimaging mostrano che quando subiam un’esclusione o una discriminazione, nel cervello si attivano le stesse aree del dolore fisico (la corteccia cingolata anteriore dorsale). Per il nostro sistema nervoso, essere ignorati o svalutati in una riunione fa male quanto un colpo al braccio.

Il sistema limbico non distingue tra una minaccia fisica e una sociale. Se l’ambiente non è inclusivo, l’amigdala resta in allerta.
Risultato? Cortisolo alle stelle e “sequestro emozionale”. In questo stato, la collaborazione è biologicamente impossibile: l’ecosistema inaridisce perché manca l’humus della fiducia.

Il veleno delle microaggressioni
Quante volte abbiamo riso di una battuta che ci ha ferito solo per non essere quelli “complicati”?

Spesso il problema non sono i grandi conflitti, ma le microaggressioni: quei piccoli commenti, battute stereotipate o sguardi di sufficienza che sembrano innocui. Ma la scienza ci insegna che l’effetto è cumulativo. È lo “stress delle piccole cose” che logora la Sicurezza Psicologica.

Amy Edmondson di Harvard lo ha dimostrato: senza sicurezza psicologica, la certezza di poter sbagliare o essere diversi senza venire puniti, il team smette di imparare. Le persone si chiudono, le informazioni smettono di circolare e l’organizzazione diventa fragile, incapace di leggere il cambiamento.

L’energia segue il pensiero:

l’alleanza attiva La cultura del rispetto è un compito di tutti; è un’energia che che ognuno può propagare. Qualunque sia il ruolo nell’organizzazione,la tua capacità di ascoltare senza giudizio e di praticare l’alleanza attiva, intervenire quando vedi una microaggressione, è ciò che stabilizza il sistema.
È neuroplasticità in azione: stiamo letteralmente ri-cablando le connessioni del nostro ambiente di lavoro.
Passare dall’ “io” al “noi potenziato” non è un desiderio romantico, è un’esigenza evolutiva.